Sasso e carta.. 30 anni del Gruppo Scout Perugia 1 FSE


Mo-rra ci-neeee-se! Sasso! Mo-rra ci-neeee-se! Carta! Quante volte abbiamo giocato a questo gioco? Mi piacerebbe partire da questo gioco per raccontarvi la mia esperienza all’interno del Gruppo Scout Perugia 1 FSE del quale ho fatto parte per tantissimi anni. Il gruppo quest’anno compie 30 anni, un traguardo veramente importante! L'anno della sua fondazione era il 1990, anno indimenticabile delle "notti magiche" dei Mondiali di Calcio di Totò Schillaci e di Diego Armando Maradona. Ho avuto la fortuna di entrare nel gruppo esattamente un anno dopo la sua fondazione e per questo posso dire di averlo visto crescere e chiaramente di essere cresciuto io stesso insieme a lui!
Ho cominciato da Lupetto di un Branco numeroso che contava (se non ricordo male) quattro sestiglie guidato da un ragazzo poco più che ventenne (Leonardo Lastilla) studente fuori sede che da Roma era venuto a studiare Agraria a Perugia. Ricordo ancora quella marmaglia di Lupetti elettrizzati e schiamazzanti dentro i vagoni del treno diretti in Toscana, all'Alpe della Luna, per le Vacanze di Branco! Terminate le Vacanze di Branco mi accoglie in Riparto un altro ragazzo romano poco più che ventenne (Francesco Licenziato), anche lui studente fuori sede presso la facoltà di Agraria di Perugia. Il primo anno in riparto eravamo un po’ pochini, una sola squadriglia (la squadriglia Lupi), ma già l’anno dopo eravamo tre squadriglie pronte a sfidarci a suon di scalpi ed imprese di pioneristica! Ricordo ancora il Campo Estivo che facemmo a Sassinoro, un piccolo paesello in Campania i cui abitanti ci accolsero con curiosità ed entusiasmo. Come dimenticare la buona azione di squadriglia che abbiamo svolto nella panetteria del paese... tempo un'ora e la panetteria si trovò invasa da ragazzi in pantaloni corti e fazzolettoni intenti a sfornare pagnotte, pizzette e taralli!! Il motto del campo era “Pietra su pietra costruiremo la nostra chiesa”, scelto dal nostro Capo Riparto Francesco consapevole che da quel gruppetto di ragazzi si stava costruendo una bella comunità. Nel presentarci il motto, Francesco ci spiegò che il termine "chiesa" deriva dal greco "ecclesía", parola che significa comunità, e a distanza di anni posso dire con consapevolezza di aver fatto parte di una comunità che cresceva insieme. E qui il sasso! Quel sassolino che spesso ci troviamo sotto la schiena quando dormiamo in tenda dentro il sacco a pelo!
Quando mi è stato chiesto di scrivere questo articolo mi sono messo a spulciare tutti i documenti e i ricordi che tengo conservati in diversi raccoglitori. Tanta carta e tanti appunti! Un gran numero di documenti era relativo alla mia esperienza in Clan, prima come Rover e poi come Capo Clan. Anche qui la storia in un certo modo si è ripetuta: sono entrato in Clan esattamente un anno dopo la sua fondazione. Ricordo ancora quando, al termine del Campo Mobile che si era svolto in Francia presso il Massiccio Centrale, dentro i vagoni del treno che ci stava portando a Parigi per la Giornata della Gioventù, insieme agli altri ragazzi del clan ci apprestavamo a scrivere la seconda Carta di Clan. Si trattava di un'eccezione, è molto raro scrivere due Carte di Clan nel giro di due anni, ma il corso degli eventi ci hanno portato a questa decisione. E così, in una bella giornata di sole, ci troviamo a firmare la nostra nuova Carta davanti all'ingresso della basilica di Notre-Dame (mica male come location!). Si trattava di una Carta di Clan forse un po' acerba ma sicuramente genuina, come d'altronde un po' acerbo e genuino era allora il Clan Orizzonte Audace al suo secondo anno di vita. Ed ecco la carta! Una carta importante, la Carta di Clan, per la vita di un Rover!
Nel corso della storia le anomalie si ripetono spesso, e infatti nel 2001, dopo la Partenza, mi ritrovo sulle spalle della camicia le barrette rosse di Capo Clan. Sono stati anni belli ed intensi quelli passati alla guida del Clan Orizzonte Audace! Esperienze diverse come diversi sono stati i Rover con i quali ho condiviso la strada. Eravamo una comunità molto affiatata. Insieme abbiamo macinato chilometri a piedi con lo zaino sulle spalle e sempre insieme abbiamo condiviso molti pasti cucinati con i nostri fornelletti sotto le stelle. Sardegna, Abruzzo, Alpi, Sibillini… In quegli anni, sempre zaino in spalla, abbiamo girato l’Italia in lungo e in largo. Come non ricordare il campo mobile in Trentino-Alto Adige, terminato sulle rive del Lago di Garda dove c'era chi voleva simulare un annegamento per farsi salvare dalla bagnina! Nel bel mezzo di tutte queste esperienze, nel 2005, dopo un campo mobile "in distretto"1 svoltosi sulle Dolomiti, decidiamo di scrivere una nuova Carta di Clan, non ricordo bene se redatta o firmata a Costa di Trex (parco del Monte Subasio). Si trattava sicuramente di una location meno maestosa rispetto alla Basilica di Notre-Dame, ma sicuramente più "nelle corde" di un gruppo di ragazzi amanti della vita all'aperto. Erano infatti quelli gli anni di uscite di Clan sempre più "audaci", sicuramente un modo alternativo per passare i sabati sera!! La nuova Carta di Clan era una Carta più matura rispetto alla precedente, perché negli anni il Clan era cresciuto più maturo e consapevole. Ci portavamo dietro l’entusiasmo e l'esperienza di tuti i Rover che avevano camminato insieme a noi. Ciascun Rover costituiva una pietra che messa insieme ad altre pietre è in grado di costruire una comunità (ecclesía) forte e robusta. Ed ecco ancora il sasso e la carta che si combinano!
Il sasso posto nel lontano 1990, insieme a tanti altri sassi, aveva ormai creato una bella costruzione, grazie anche a chi ha lavorato in quegli anni con cemento e spatola! Ragazzi appassionati che spendevano con allegria il loro tempo per fare qualcosa di utile a noi stessi e a chi ci stava vicino. Anni passati facendo servizio nelle varie branche, ma anche facendo servizio nei paesi del Centro Italia colpiti dal terremoto (Umbria-Marche 1997 e Abruzzo 2009), ad organizzare raccolte viveri per l'Operazione Mato Grosso2 o per approfondire tematiche quali quelle del commercio equo e solidale. Forse era per noi un modo per dare un senso alle nostre giornate. Ricordo con nostalgia quegli anni e un po’ mi manca il poter spendere in maniera gratuita il mio tempo per un'idea collettiva.
Spesso provo a spiegare ai mei amici di oggi cosa è stato per me lo Scoutismo, ma trovo un po' di difficoltà... probabilmente perché lo Scoutismo non si spiega, lo si vive. È un po' come la poesia (sia scritta su carta che scolpita su pietra… pardon, su sasso!), che se la spieghi sembra perdere di significato.


Marco, Grillo Gioioso
1 Nell’estate del 2005 i Clan del Distretto Lazio Nord-Umbria si ritrovarono nelle Dolomiti per svolgere il Campo Mobile. Ciascun Clan era autonomo nella programmazione del Campo ed erano previsti degli incontri fra i vari Clan lungo il percorso.
2 Movimento di volontariato che gestisce alcune comunità in America Latina

Io sarò con te.. ovunque andrai!

 

Il famoso TRIO è nato nel 2007 come DUO, quando Lucrezia e Elisa si sono incontrate per la prima volta durante una delle riunioni domenicali del Cerchio “La Grande Quercia”. Tra le due si è accesa “la scintilla” e si è instaurata da subito una certa complicità… E tra giochi, animali fantastici, lanterne, scenette e tante risate è arrivato il fatidico giorno dei passaggi. Le piccole Coccinelle non erano per niente felici di lasciare il Cerchio e avevano paura di ciò che le aspettava. Di sicuro non si immaginavano che il loro duo sarebbe diventato presto un trio… e che trio! Infatti un nuovo fazzolettone si è aggiunto alla loro piccola famiglia: Lorenza!

Una delle prime cose che impara una Guida è fare le legature, e quale Guida non conosce il TREPPIEDE?! Le tre sono proprio come un treppiede, solide e resistenti, ma se una di loro non c’è, è un bel guaio! Sì, perché hanno un bel caratterino! Insieme formano un equilibrio perfetto, ma non perdono mai occasione di pizzicarsi a vicenda, questo proprio perché si vogliono davvero bene.

Quei cinque anni di Riparto sono stati intensi: la fatica dei campi estivi, la pioggia, le responsabilità, le aspettative deluse, i litigi le hanno messe a dura prova, portandole addirittura a credere di non farcela più… A voler mollare. Ma se nasci tondo, non muori quadrato, una testa dura rimane una testa dura. Non sono bastati questi ostacoli per spezzare la loro cordata. I giochi e i canti, il cielo stellato, le soddisfazioni, gli obiettivi raggiunti, hanno prevalso e le hanno convinte che ne valeva la pena. Che ne vale la pena! Tutto questo non l’hanno affrontato da sole, ma con le loro sorelle: Emilia, Lavinia, Maddalena, Marianna, Rachele, Florianne, Anna, Gaia, Giulia, Francesca, Anita, Chiara, Licia, Elisabetta, Alessia, Francesca M… e a guidarle in questa avventura ben tre CR! Laura, Valentina e Dea, figure decisive nella loro crescita. A loro devono un sincero GRAZIE!

E dopo 5 anni splendidi e indimenticabili, nell’ottobre 2013 è giunto il momento da tutti tanto temuto… l’uscita dei passaggi. Tra lacrime e ricordi rimasti indelebili sono salite al Fuoco.
È qui che le tre ragazze, diventate Scolte, hanno conosciuto la fatica della Strada, l’entusiasmo del Servizio e il calore della comunità.
Per tre anni la crescita delle “Morbidine” (così venivano chiamate dalla loro CF… rustiche fuori ma tenere dentro) è stata affidata a una fantastica e sorridente Laura Maria, loro prima Capo Riparto, che come una sorella maggiore, di lì a poco sarebbe diventata per loro un punto di riferimento essenziale. All’inizio le tre avevano un po’ timore della loro capo ma è bastato veramente poco ed è stato subito amore che tuttora persiste. La sorpresa più grande è arrivata nella domenica delle Palme del 2016, quando Laura ha annunciato che sarebbe arrivata una nuova morbidina, la sua piccola Bianca.
Così il testimone della CF è passato a Maria Chiara…sì sì, la coccinellara, l’eterna CC!
Eppure dietro la sua corazza gialla si nascondeva un travolgente cuore rosso.

E tra canti, faticose salite, momenti di condivisione, sentieri a “gradoni” e viste mozzafiato alle 6 di mattina, quando il sole inizia a sorgere, le tre ragazze hanno firmato la Carta di Fuoco e sono diventate Scolte Viandanti pronte per incamminarsi nel lungo sentiero che le avrebbe portate a essere donne pronte a Rendere Servizio.

Buona Strada!

Lorenza, Lucrezia e Elisa
Delfino Tenace, Marmotta Generosa, Rondine Ottimista

Getta il cuore oltre l'ostacolo


Il teatro è vita. Questa la frase che mi ha guidato durante lo svolgimento di tutto il progetto presentato ai nostri ragazzi: mettere in scena il musical di Paulicelli sulla vita di San Francesco d’Assisi “Forza Venite Gente”.
Abbiamo deciso, insieme, di dare una possibilità a questa idea, poggiando l’uno sulla spalla dell’altro. Non aspettavamo quello che avremmo ricevuto, come sempre accade, d’altronde, quando si apre il cuore..
I ragazzi erano emozionati all’idea, ma anche timorosi. Copioni da memorizzare, costumi da cucire, scenografie da installare, prove, trucco, ma soprattutto.. loro. Sul palco. Non c’era costume, trucco, cappello, che potesse coprire i loro animi, una volta saliti sul palco. Erano loro, come nudi, nella pelle di un personaggio, che, semplicemente, li ospitava.
Ed ecco che i “miei” ragazzi diventavano, non il personaggio che per quelle due ore li accoglieva, ma diventavano loro stessi. Hanno regalato a tutta la gente venuta ad ascoltare cosa avessero da dire, tutti loro stessi. Ciascuno di noi ha imparato a fare del proprio modo di ridere, di tossire, di urlare, un mezzo comunicativo potente e immediato. Abbiamo imparato che abbiamo braccia, sopracciglia, voce, sguardo, e che tutte queste cose si muovono insieme in una danza che arriva al cuore.
Non hanno mancato un incontro, quei ragazzi. Non hanno saltato una prova. Ci tenevano a che il progetto riuscisse. Sentivano ciascuno la responsabilità della riuscita di tutti. Sapevano, quei ragazzi, che il progetto avrebbe incontrato il successo solo se avessero lavorato insieme.
La battuta di ciascuno dava il la al compagno sul palco. E di per ciò stesso doveva essere impeccabile. L’ingranaggio girava se ciascuno dava la sua parte. La melodia sarebbe stata piacevole soltanto se ciascuno avesse suonato al meglio delle sue possibilità.
Ho visto ragazzi arrivare di corsa alle prove, senza aver cenato, dopo una dura giornata.
E questo per sei o sette sere alla settimana, per mesi. Ho visto ragazzi che non avevano potuto, loro malgrado, dare la disponibilità al progetto, mettersi in gioco, perché stare a guardare proprio non fa per loro. Ho visto genitori commuoversi, ho visto bambini diventare donne e uomini. E non solo su quel palco.
Il mio è un ringraziamento. Ringrazio Dio per le possibilità che in questa vita mi ha dato. E’ un grazie a ciascuno di quei ragazzi, a ciascuno dei loro genitori, ai miei stessi genitori.
E chissà che un giorno le nostre strade non si incontreranno di nuovo.
Buona strada. Sulla Sua Strada.
Laura Maria, Leprotto Gentile

Nel Tuo volto, la mia Strada!

 

“Nel Tuo volto la mia Strada” è stato il motto della Route Nazionale o Campo Mobile Nazionale svoltosi dal 4 al 12 agosto 2012, che aveva previsto un anno di preparazione e dove all’incirca 2000 tra Scolte, Rover ed R-S si sono incontrati per vivere a pieno questa chiamata, e che io ho vissuto da Capo Fuoco insieme alle Scolte del Fuoco “Il Melograno”.

Ci sono mille parole per descrive lo Scoutismo e in Route credo vengano riassunte e vissute tutte all’ennesima potenza. Quella, infatti, è stata una settimana piena.

Piena di
condivisione con ragazze di altri Fuochi, che, anche senza averle mai viste prima, diventano Sorelle nella fatica della Strada, nello stupore delle vedute delle Dolomiti o delle nubi che al mattino ti sembra quasi di toccare.
Di
Avventura: eravamo partite da Claut (PN) per iniziare il nostro lungo percorso di Interfuoco, alla scoperta di sentieri bellissimi sotto il sole cocente per poi rinfrescarsi (solo) i piedi nell’acqua gelata di un fiume. Di buon cibo: ricordo bene che ad un certo punto, affamate, come si è soliti essere dopo tanti km macinati, siamo andate in un rifugio e abbiamo assaggiato la polenta fritta e altre prelibatezze. Ma questa Route è stata anche Civismo, poiché abbiamo imparato di più sul disastro del Vajont del 1963 e il nostro percorso prevedeva la visita ad Erto e Casso. Piena di preghiera e si sa che chi canta prega due volte: i canti non sono mai mancati, quasi a voler dire che anche nella stanchezza si può essere gioiosi.
Di
Servizio: l’allestimento delle docce e bagni al campo base, le comunicazioni via radio per le emergenze, il cibo e tanto altro, sono stati segni chiari di quanto la nostra Associazione avesse fatto per noi, che quella Route eravamo andate a viverla a pieno.

Ci sarebbero altre mille cose da raccontare, ma credo che certe esperienze vadano vissute e quindi questo è un invito a far parte di questa grande famiglia dove gli incontri Nazionali o addirittura Internazionali non mancano mai e sono occasione di crescita personale a 360°. Prendi il tuo zaino, parti e monta la tua tenda lungo la Strada che percorrerai seguendo il Suo Volto.
Buona Strada!

Mirian, Scricciolo Generoso

Le grandi Avventure del Riparto Artemide

 

Lo scoutismo, nel periodo del Riparto, è certamente Avventura.. ma le A V V E N T U R E più grandi, quelle che rimangono nella mente e nella memoria sono certamente quelle vissute, all’aria aperta, durante i Campi estivi!
In questo articolo vogliamo ricordare i Campi del nostro Riparto, ora Squadriglia Libera Scoiattoli, dal 2005 ad oggi e alcuni dei ragazzi che ne sono stati protagonisti.


Il campo che ci è piaciuto di più?! Non ce la facciamo ad esprimere un giudizio: tutti i campi sono unici e irripetibili a loro modo e ciascuno rimarrà nella nostra memoria per un momento, una risata o un problema superato!

Ecco quindi dal nostro “Golden Book”:

Anno

Comune (località)

Prov

Sq. Vincitrice (Gruppo)

Capo Sq.

Vice

2005

Rieti (Leonessa)

Ri




2006






2007

Cascia

Pg




2008

Ficulle

Tr




2009

Sellano

Pg




2010

Nocera U. (Monte Alago)

Pg




2011

Camporeggiano

Pg




2012

Gualdo Tadino

Pg




2013

Nocera U. (Monte Alago) con Passignano

Pg




2014

Saint Evroult Notre dame du Bois (EUROJAM)

Francia




2015

Rieti (Leonessa)

Ri

(Vt 1)



2016

Prati di Tivo

Te

(Vt 2)



2017

Nocera Umbra (Monte Alago)

Pg

Scoiattoli

Francesco R.

Andrea R.

2018

Gavelli

Pg

(Cp)

Gabriele

Matteo

2019

Nocera U. (Monte Alago)

Pg

(Cp)

Gabriele

Matteo

2020

Sellano

Pg




Per darvi un’idea più precisa di quanta strada abbiamo percorso e quanti i luoghi raggiunti in questi trenta, anni abbiamo preparato anche una mappa interattiva che potete raggiungere comodamente con il vostro telefono cellulare inquadrando il QR-Code qui sotto! 


Allora non resta che augurarvi buona visione, Buona Caccia e arrivederci alla prossima Avventura!


Marco Valerio, Federico e Giovanni
Grizzly Preciso, Zebra Volenterosa e Panda Determinato

Lo Scout sorride e canta anche nelle difficoltà

Questo è l’ottavo punto della legge Scout e della Guida: chi mi conosce sa che è il comandamento di B.-P. che ho sempre seguito con più difficoltà. È un punto che esplica un concetto così denso di significato con una semplicità disarmante e se volessimo semplificarlo ancora, banalizzandolo anche un po’, si parla di ottimismo. Avere la forza di trovare il bello e la gioia anche nelle avversità: le mie sorelle, i miei genitori, la mia ragazza, sognano il giorno in cui io riesca ad applicare questo principio alla mia vita.

Eppure c’è stato un momento in cui io naturalmente sono stato in grado di sorridere e cantare nonostante le difficoltà: l’EuroJam del 2014. In Normandia, dal 1 all’ 8 agosto, più di 12 mila ragazzi e ragazze, provenienti da 18 paesi diversi (Europei e Canada come “intruso”), si sono riuniti in un unico Campo Estivo. Per chi non ha avuto la fortuna di vivere un’esperienza come questa è difficile spiegarla, ma ci proverò. Per vari problemi burocratici e logistici la location fu cambiata a pochi mesi dall’inizio del campo e questo creò enormi disagi allo svolgimento dell’EJ. Qualsiasi ragazzo vi abbia partecipato vi potrà raccontare delle baguette umide del giorno prima, delle scatolette di tonno al naturale, delle lingue di gatto umide, del fango, del freddo, della pioggia incessante, dell’introvabile legna, delle travi da 4 metri per 10 kg di peso al posto delle filagne, dei bagni chimici, delle epidemie di problemi gastrointestinali, della violenza nei giochi dei polacchi, delle regole assurde imposte dai Capo Campi.

Ma dopo avervi tediato con i disagi enormi che lui ha vissuto in quei dieci giorni, vi racconterà dell’emozione che ha provato nel vedere 12 mila ragazzi da tutta Europa che condividevano con lui gli stessi valori, che avevano sacrificato con lui parte della loro “normalità” pur di perseguire quella Legge. Io mi sono sentito parte di un qualcosa di meraviglioso e questa sensazione mi ha dato la forza di sorridere e cantare anche nel Campo Estivo più duro della mia vita.

Grazie, B.-P.!

Nicola, Lupo Tenace

"Gioca, non stare a guardare!"


Quando ti chiedono di scegliere uno tra mille ricordi da esploratore, diventa difficile selezionarne uno. Se poi il diktat (comprensibile) è del tipo “Non scrivere un poema”, l’impresa diventa praticamente impossibile. Mi siedo allora alla scrivania e provo a ripercorrere nella mente cinque intensi anni. Poi mi viene in mente un’idea: quale “diario” migliore per rinfrescarsi le idee, se non il Quaderno di Caccia?

Ora, a qualcuno potrà sembrare strano. Ma il QdC ancora oggi lo conservo con gelosa venerazione in casa. Perché? Non so. Ogni tanto mi fa sorridere sfogliarlo, rileggere la rosa dei venti, i nodi appiccicati con lo scotch sulla carta, il cerimoniale dell’alzabandiera, i canti, le preghiere, la topografia, l’orientamento, la segnalazione, i giochi. Ogni foglio riconduce ad una attività, una gara di cucina, una sopraelevata, un campo. Ma visto che mi hanno chiesto di raccontare un evento importante per la Branca, c’è ricordo che stavolta mi colpisce più di altri. 

Torniamo al campo estivo del 2007, l’anno del centenario dello scoutismo. Lo considero importante per il Riparto Artemide perché, a giudicare dalle foto, è stato uno dei campi con più esploratori presenti. Ottime squadriglie, livello tecnico elevato. Divertimento assicurato. Ho scelto proprio questo campo perché se c’è una cosa di cui gli scout perugini sono sempre andati fieri è stata la propria capacità pionieristica, specialmente nel settore costruzioni. La gara degli angoli è sempre stata (qualcuno, se vuole, può smentirmi) l’evento centrale dell’anno. Quel premio valeva più di ogni altro, giusto o sbagliato che fosse. Quasi un’ossessione. Quell’anno il livello stupì un po’ tutti. Gli scoiattoli realizzarono una sopraelevata cinque centimetri più alta di quella costruita dai castori tre anni prima (misura ovviamente calcolata in anticipo). La pattuglia capi si adoperò per una sorta di grattacielo: una sopraelevata a tre piani dove piantare le tende a igloo degli R-S. Gli altri si batterono con un tavolo di ottima fattura e poi portali, cucine rialzate, torrette, docce e varie astuzie da campo. Furono due settimane “comode”, nel senso che - credo - a quasi nessuno mancò la sedia o il tavolo di casa. Si stava bene. 

Vi potrà sembrare un particolare sciocco, e sicuramente avrei potuto pescare anche in altri anni scout, ma credo sia sufficiente per raccontare l’atmosfera che si viveva in quel periodo (tra il 2003 e il 2008, per quel che mi riguarda) in Riparto. La costruzione dell’angolo era davvero un chiodo fisso. Un motivo di vanto per l’intero anno successivo. E per i capi squadriglia un modo per congedarsi prima del passaggio in Clan con qualcosa che lasciasse il segno. 

A proposito. Il QdC mi lascia un altro ricordo. Forse più personale, ma che riguarda il cammino scout di tutti gli esploratori che sono passati dal Riparto. Parlo degli Hike di squadriglia o di classe, cioè l’uscita con pernottamento che normalmente si realizza durante il campo estivo. Non starò a raccontare episodi particolari, perché uscirei dal tema e avrei decine di aneddoti. Ma sono certo che se chiedeste ad altri un “evento importante” vissuto nel Riparto e in squadriglia, anche loro metterebbero l’Hike tra i primi posti. Quei momenti mi tornano in mente rileggendo una delle preghiere realizzate dagli esploratori in una di queste occasioni. La riporto perché, credo, spieghi bene cosa significava (e spero significhi tutt’ora) la vita nel riparto Artemide: “Signore, tu che ci hai sempre seguito passo dopo passo nella nostra avventura scout (…) facci capire che la nostra vita da esploratori non finisce qui, ma continua anche nel quotidiano percorso della vita”. Per me è stato così. E credo anche per molti altri.
Artemide in bello parati.



Giuseppe, Canguro Volenteroso

I post più recenti

Si riparte!

L'estate è ormai finita.. i nostri Capi e i nostri ragazzi sono già pronti per iniziare un nuovo anno scout! Una carrellata di ricordi d...